Test per l’ammissione al diritto di voto

Considerata la consapevolezza civica dell’italiano medio, auspico l’abolizione del suffragio universale, pernicioso mito della democrazia borghese. Pertanto, propongo che prima di ogni elezione i cittadini siano costretti a rispondere ad alcune domande elementari. Se non superano il test, perdono la possibilità di andare a votare, ammesso che a qualcuno interessi ancora. Ma niente paura: potranno riprovare al giro successivo.

Cos’è la Costituzione?

– La legge fondamentale dello Stato italiano.

– Un elenco di barzellette di pessimo gusto.

– Un gioco di società a cui partecipano i politici, con una lista di opzioni da trasgredire.

La Costituzione sancisce il diritto al lavoro?

– Sì, nell’art. 4

– No, se non trovi un lavoro vuol dire che sei un coglione.

– Non lo so, tanto a trovare un lavoro ci ho rinunciato.

La legge è uguale per tutti?

– Sì, certo.

– Sì, ma non se hai preso milioni di voti: bisogna rispettare la volontà degli elettori.

– Sì, ma può essere personalizzata su richiesta dell’utente, con un piccolo sovrapprezzo e uno smartphone in omaggio.

L’Italia ha il dovere di tutelare il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione?

– Assolutamente sì.

– Sì, ma che non mi rompano le palle se voglio costruirmi una villetta in riva al mare.

– No, il paesaggio è un ostacolo al progresso e alle infrastrutture.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo?

– Sì, è un principio elementare della democrazia.

– No, viene a rubarci il lavoro e a rubarci le nostre donne, soprattutto se siamo impotenti.

– L’asilo magari sì, ma quando arriva in prima elementare deve essere espulso a calci nel culo.

Cos’è lo ius soli?

– La cttadinanza a chi nasce sul territorio italiano.

– Il diritto del sole a splendere alto nel cielo.

– Il diritto a non sentirsi soli in questo mondo cinico e baro.

Cosa dice la Costituzione rispetto alla guerra?

– Che l’Italia ripudia la guerra.

– Che la guerra è bandita, a meno che non si decida di entrare in guerra, nel qual caso è legittima.

– Che l’Italia ripudia la guerra, tranne quelle preventive, quelle contro il terrorismo e soprattutto quelle che mirano a riportare la pace in paesi incivili che hanno il petrolio e non sanno gestirlo.

Che compito hanno le forze dell’ordine?

– Tutelare l’ordine pubblico, usando la forza solo quando strettamente necessario, perché sono rappresentanti dello Stato.

– Manganellare i manifestanti e bombardarli con lacrimogeni ad altezza uomo, perché se le forze dell’ordine possono usare la forza ci sarà un motivo.

– Non rispondo a questa domanda eversiva, perché le forze dell’ordine guadagnano 1200 euro al mese e vanno difese senza se e senza ma.

I cittadini possono esprimere liberamente le proprie opinioni?

– Certo, ci mancherebbe.

– Sì, ma senza fare troppo rumore, perché qui c’è gente che lavora.

– No, perché il dissenso turba il processo di pacificazione.

Che significa “garantismo”?

– Ognuno è innocente fino al terzo grado di giudizio.

– Ogni politico è innocente fino al terzo grado di giudizio e oltre, ogni manifestante è colpevole fin dal primo articolo di Massimo Numa.

– Ogni articolo è coperto da garanzia, previa esibizione dello scontrino.

Un pregiudicato può riformare la Costituzione?

– No, visto che l’ha tradita.

– Sì, perché siamo in democrazia e tutti hanno il diritto di distruggerla.

– Sì, perché se glielo consente lo schieramento avverso vuol dire che si può fare.

Che cosa significa che la Repubblica tutela il diritto alla salute?

– Che le tasse servono anche a non pagare le cure essenziali, al pari dell’istruzione.

– Che lo Stato ti consente di non pagare le cure essenziali; ma se sei impaziente e non hai voglia di aspettare qualche annetto, ti è concesso di ricorrere alla sanità privata.

– Che lo Stato costruisce grandi opere cancerogene nel medio periodo, ma foriere di salute per i costruttori delle medesime nel breve periodo.

La Repubblica può finanziare le scuole private?

– Assolutamente no.

– Certo, soprattutto se cattoliche.

– Sì: visto che la scuola pubblica non funziona, tanto vale sottrarle fondi e destinarli a quelle private, che funzionano meglio.

Esiste il diritto allo sciopero?

– Sì, è stato ripristinato alla fine del fascismo.

– Dipende, se bloccano le strade e mi fanno fare tardi a cena, vanno presi a manganellate.

– No: prendete esempio da me, che sono un industriale e non ho mai scioperato in vita mia.

La Costituzione contempla l’attività economica privata?

– Sì, purché non si svolga in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

– Sì, in maniera funzionale all’utilità della FIAT o in modo da non recare danno alla famiglia Riva e ad altri benefattori dell’umanità.

– Sì, e a cazzo di cane: non siamo mica in un regime comunista.

I cittadini possono proporre leggi al Parlamento?

– Sì, e il Parlamento è tenuto a discuterle.

– Sì, ma tanto vengono insabbiate, quindi inutile perdere tempo.

– No: come dice D’Alema, la politica deve essere fatta dai politici e non dai cittadini, diciamo.

I cittadini possono proporre un referendum abrogativo?

– Sì, raccogliendo 500.000 firme.

– Sì, ma tanto i politici se ne fottono dei risultati, quindi inutile perdere tempo.

– No: come dice D’Alema, la politica deve essere fatta dai politici e non dai cittadini, diciamo.

I parlamentari devono adempiere ai loro compiti con disciplina ed onore?

– Sì, la Costituzione lo prevede espressamente.

– No, hanno già troppo da fare: non attacchiamoci alla forma.

– No: visto che sono stati eletti dal popolo, hanno tutto il diritto di mandarlo affanculo.

Il Capo dello Stato può rimandare una legge alle Camere?

– Sì, motivando la sua decisione: la Costituzione non prevede altri limiti.

– Sì, ma solo se la legge è anticostituzionale: non c’è scritto da nessuna parte, ma così ho sentito al telegiornale.

– Sì, ma solo se non sono leggi ad personam, altrimenti vanno firmate per non turbare il processo di pacificazione.

Che ruolo ha il Presidente della Repubblica?

– E’ il garante della Costituzione.

– E’ quello che non rimanda indietro nessuna legge, ma in compenso lancia saggi moniti con viva e vibrante soddisfazione.

– Dirige la politica nazionale e giustamente rompe le palle a chi indaga sulla trattativa Stato-Mafia, in nome del bene del Paese.

La magistratura è indipendente dagli altri poteri dello Stato?

– Sì, per l’antico criterio della separazione dei poteri.

– No, deve rispondere al Governo, soprattutto quando indaga su qualcuno dei suoi rappresentanti.

– No, è una proclamazione d’indipendenza che non è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite.

Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale?

– Certo, lo sancisce l’art. 112

– No, deve chiedere il permesso.

– Il pubblico ministero, come tutti, ha il diritto di far agire il proprio pene come meglio crede.

Come si fa a cambiare la Costituzione?

– Attraverso un meccanismo parlamentare piuttosto complesso, che impedisce modifiche repentine e adottate con fretta o con una scarsa maggioranza.

– La si cambia e basta, tanto non è mai stata applicata.

– Si fa finalmente un colpo di Stato ufficiale e ci si sbarazza di questa anticaglia inutile.

Cosa s’intende per “destra” e “sinistra”?

– Sono due visioni della società diametralmente opposte e incompatibili tra di loro.

– Sono categorie obsolete, utili solo per seminare odio e intolleranza.

– E’ una canzone di Giorgio Gaber.

Si può fondare un partito fascista?

– Ovviamente no: per evitare ambiguità, la Costituzione vieta la ricostituzione del partito fascista “sotto qualsiasi forma”.

– Certo che no: però se si usa un altro nome (MSI, Forza Nuova, Casapound), è possibile. Non possiamo continuare ad avere paura del passato, i fascisti del terzo millennio non hanno nulla a che vedere con quelli del secondo.

– Sì, la libertà d’espressione vale per tutti: perché un partito fascista no, e un partito comunista sì?

Cos’è stata la Resistenza?

– Un movimento armato, che tra il ’43 e il ’45 lottò contro la dittatura fascista e l’occupazione nazista.

– Un gruppo Facebook che promosse una serie di Sit-in e Flash mob contro un governo poco progressista.

– Una specie di filo, atto a trasformare l’energia elettrica in energia termica.

Bettino Craxi è morto in Tunisia…

– Latitante

– Esule

– Non è morto, è vivo e lotta insieme a noi.

La Costituzione deve essere rispettata da tutti?

– Certo, e innanzitutto dai politici, che devono dare il buon esempio ai cittadini.

– Certo, e innanzitutto dai cittadini, che devono dare il buon esempio ai politici, mostrando un po’ di tolleranza se questo non avviene.

– Dipende dagli articoli; l’art. 12, quello che descrive i colori della bandiera, deve essere rispettato da tutti nelle partite della Nazionale: se ognuno si mette a sventolare una bandiera con colori diversi, non si capisce più una mazza e magari ci confondono con il Burkina Faso.

I questionari verranno valutati da una giuria composta dai migliori costituzionalisti: Giuliano Ferrara, Eta Beta, Jerry Calà, Peppa Pig, Sara Tommasi, la nonna di Cappuccetto Rosso, le sorellastre di Cenerentola, Homer Simpson e Luca Cordero di Montezemolo.

(Dirige l’orchestra il maestro Beppe Vessicchio).

I gesuiti della settimana

Ma sì, diciamolo: in questa settimana, il meno gesuita è stato un papa gesuita. Subito dopo di lui, Berlusconi. Con lui, in fondo, siamo stati ingenerosi: tutte queste polemiche sulle sue giravolte sono pretestuose. Innanzitutto, in 20 anni ha detto tutto e il contrario di tutto, fatta salva la predilezione per la patonza e per la pecunia, cose sulle quali è sempre stato di una coerenza cristallina: nulla di più scontato, dunque, che decidesse solo all’ultimo momento cosa fare con la fiducia al governo Letta, in base alla convenienza. Idem sul dilemma “domiciliari o servizi sociali”, optando alla fine per questi ultimi, che gli garantiscono maggiore agilità e forse anche maggiore simpatia, non foss’altro che per tutte le facili battute che si potranno fare sull’argomento. Continua a leggere

E io non parlo del senatore Esposito

Ogni volta che il senatore Esposito, vittorioso ed emulo del sole, se ne esce con qualche sparata (soprattutto sui No Tav, ma non solo), scatta in me un conflitto d’interessi: da attivista mi sento quasi in colpa nel parlarne, per il timore di fargli solo pubblicità; in fondo, come giustamente dicono in molti, è un personaggio che non merita l’onore di un articolo, nemmeno quello di un piccolo autore come il sottoscritto. Anche se c’è da dire che la Storia è piena di personaggi ridicoli ma dannosi, che forse sarebbero stati meno nefasti se fossero stati presi non dico sul serio (“serio” ed “Esposito” è un ossimoro), ma se non altro un po’ meno alla leggera. Però no, non devo scriverne: tutto sommato è inutile. Continua a leggere

I moniti di Napolitano che non sentiremo mai

– Con viva e vibrante indignazione deploro le parole del commissario Bondi, autentico schiaffo alla tragedia che si sta consumando a causa dell’ILVA e non rimediate dai successivi e poco convincenti chiarimenti. Da capo dello Stato e punto di riferimento di tutti i cittadini, infatti, il mio dovere è tutelare loro, anche a costo di sollecitare il commissario Bondi a trarre le dovute conseguenze.

– Esprimo il mio più totale sconcerto dinanzi alle immagini che ritraggono un poliziotto minacciare di morte un manifestante, ripetendo per ben tre volte la frase: “Io ti ammazzo”. Avendo a cuore il prestigio delle Forze dell’Ordine, troppo spesso macchiato da episodi anche più gravi di questo, ritengo inammissibile che certi personaggi non vengano immediatamente rimossi, essendosi rivelati indegni di rappresentare le Istituzioni. Come Presidente della Repubblica, è mio dovere tutelare i cittadini, anche a costo di invitare chi di dovere a prendere seri provvedimenti, senza tentennamento alcuno.

– Duole constatare come la Magistratura venga sempre più vilipesa e aggredita, in un inquietante clima senza precedenti. Manifestazioni come quella di Brescia -ma non solo- vanno condannate senza se e senza ma. E, purtroppo, non posso che deplorare l’irrituale sospensione dei lavori in Parlamento, concessa a una parte politica per motivazioni unicamente riconducibili alle vicende processuali del leader di quella parte; motivazioni che nulla avevano a che vedere con i lavori medesimi. Come Presidente della Repubblica sono anche a capo del CSM, quindi è mio dovere tutelare l’autonomia e la dignità del potere giudiziario, anche a costo di causare dispiacere a una parte politica, preoccupazione che non mi compete.

Marchette

Esistono drammaturghi che odiano i registi: testi senza nessuna possibilità di intervento, nessun appiglio, nessuna chance di rilettura o di adattamento (salvo stravolgimenti che risulterebbero ridicoli), nessuna ciambella di salvataggio in caso di catastrofe. Di solito sono i testi più banali e scontati, attentissimi a non toccare temi scomodi, e che sadicamente ti impediscono di renderli meno nazional-popolari, anche quando fingono di essere corrosivi senza esserlo (e sono i peggiori). Continua a leggere

Valsusa, 3 luglio 2011: due anni dopo

Non sono molto portato alle ricorrenze e agli anniversari, più che altro perché sono allergico all’enfasi che solitamente li accompagna. Oggi faccio una parziale eccezione, ripubblicando un mio articolo scritto a caldo, dopo gli eventi in Valsusa del 3 luglio di due anni fa. Voleva avere un taglio cronachistico, anche perché era la prima volta che andavo lassù: il 27 giugno, data del feroce sgombero della Maddalena, ero rimasto a Bologna per lavoro. I racconti di alcuni amici che erano stati lì mi avevano spinto ad andare a vedere. Man mano che parlavo con i valligiani e che vedevo con i miei occhi la situazione, il cronista cedeva sempre più il passo all’attivista.

L’articolo, quindi, riletto a distanza di due anni, risente palesemente di questa sovrapposizione di ruoli: la cronaca non riesce a contenere l’indignazione. E l’indignazione rischia anche di diventare retorica, cosa che detesto. Se dovessi scriverlo oggi, userei un registro del tutto diverso. Ma ovviamente lo ripropongo senza modifiche, come  testimonianza.

Valsusa, 3 luglio 2011. Un giorno di ordinaria follia.

Lo spettacolo della nostra vita

Una scrivania bianca rettangolare -stretta e lunghissima, da quinta a quinta- ricoperta di una miriade di fogli immacolati. Al centro della scrivania, un minuscolo notebook nero, che sull’enorme ripiano appare ancora più piccolo. Ivan è seduto alla tastiera; Enrico e Vittorio, in piedi, accanto a lui.

Ivan: Dobbiamo fare un grande spettacolo, ragazzi.

Vittorio: Sì, dobbiamo spaccare.

Enrico: Giusto.

Vittorio: Sono dodici anni che faccio commedie di cassetta, per campare. Ma ora i tempi richiedono che anche noi artisti prendiamo una posizione. Continua a leggere